Il Parlamento Europeo approva il pacchetto telecomunicazioni: ecco cosa cambia

Dal 15 maggio 2019, le chiamate internazionali dovranno costare al massimo 19 centesimi al minuto. E’ questa una della novità più importanti inserite nel pacchetto telecomunicazioni approvato ieri dal Parlamento Europeo a Strasburgo.

I messaggi sms invece dovranno avere un tetto massimo di 6 centesimi. Le nuove tariffe verso numerazioni dell’Unione Europea. Le nuove regole prevedono anche un potenziamento della sicurezza per gli utenti che utilizzano app e servizi come Whatsapp e Skype.

Più tutele dunque per i consumatori: le norme approvate inoltre introducono il diritto di conservare il proprio numero di telefono fino ad un mese dopo la rescissione del contratto, il rimborso del credito prepagato non utilizzato e un indennizzo in caso di abusi o ritardi quando si vuole cambiare operatore.

Previsto anche un «sistema 112 al contrario», che gli stati membri dovranno mettere in piedi entro tre anni, con i cittadini che in caso di emergenza o catastrofe potranno essere avvisati tramite sms o applicazioni mobili. Il pacchetto, che dovrà essere attuato dai Paesi Ue entro due anni dopo il via libera formale del Consiglio atteso a dicembre, fornirà però soprattutto un quadro di regole chiaro per incentivare gli investitori a mettere risorse per lo sviluppo del 5G in Europa.

Per raggiungere il livello di investimenti nelle infrastrutture e nelle reti 5G necessario a soddisfare le esigenze di connettività – come riporta il Corriere della Sera –  la nuova legislazione offre infatti una maggiore prevedibilità degli investimenti e promuove la condivisione dei rischi e dei costi tra gli operatori di telecomunicazioni. In particolare il nuovo codice Ue delle tlc, tramite facilitazioni regolamentatorie, incentiva il `modello wholesale only´ – che è quello di OpenFiber in Italia -, ossia degli operatori che si occupano solo della rete e che non offrono servizi agli utenti finali come fanno invece gli operatori storici quali per esempio Deutsche Telekom, Telefonica o Tim.

Bruxelles ritiene infatti che il modello `wholesale only´ elimini alla radice il conflitto d’interessi di chi ha la rete ma offre anche servizi ai consumatori finali, assicurando così un accesso all’infrastruttura non discriminatorio a tutti gli operatori e accelerando la realizzazione del 5G.

Le nuove regole, inoltre, definiscono operatori `wholesale´ (`solo all’ingrosso´) anche quelli che serviranno l’utenza business e il mercato della pubblica amministrazione, mentre non rientrano in questa categoria quegli operatori `incumbent´ che compiano una semplice separazione legale della rete mantenendo il controllo sulla società separata.

Per gli operatori tradizionali si introducono infatti nuove norme sul co-investimento, con cui viene data loro la possibilità di mettersi insieme per investire in nuove reti, ma con valutazioni caso per caso per evitare problemi di concorrenza. Anche gli stati membri dovranno poi facilitare l’introduzione del 5G, mettendo a disposizione una rete adeguata entro il 2020 nelle principali città di ogni Paese.

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Autore dell'articolo: Francesco Previti

29 anni, giornalista, laureato in Comunicazione, con la passione per la tecnologia. Amo il cibo, la natura e la fotografia. 📷Seguimi sul mio profilo Instagram > 📹 Mi trovi anche su Youtube >