Modem libero, all’udienza di TIM contro lo Stato non si sono presentati gli avvocati dello Stato

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Si prevede uno slittamento per l’entrata in vigore della delibera sul Modem Libero, nella parte che tutela i consumatori che hanno già sottoscritto un abbonamento con gli operatori di rete fissa.

Secondo quanto riporta infatti Dday.it,

Il 16 di novembre il TAR del Lazio ha respinto il ricorso presentato da TIM contro la delibera Agcom sul modem libero. TIM aveva richiesto una sospensiva, ovvero che venisse sospesa l’applicazione della delibera che è entrata in vigore il 1 di dicembre, ma che solo a fine anno toccherà tutti coloro che stanno attualmente pagando un modem in comodato. TIM, come la maggior parte degli operatori, ha interesse a bloccare l’applicazione della seconda parte della delibera, quella che impone agli operatori di sbloccare i modem di chi li ha già pagati e di formulare offerte senza modem per chi lo sta attualmente pagando.

Il Tar del Lazio si era espresso contro la sospensiva, annullando la richiesta di TIM, ma l’operatore ha tenuto duro ha assoldato un paio di avvocati di “peso” per rivolgersi d’urgenza al Consiglio di Stato e fare ricorso contro il giudizio del Tar.

Quello che è successo però ieri, quando si doveva discutere in aula il ricorso, ha dell’incredibile: l’Avvocatura dello Stato, ovvero gli avvocati che avrebbero dovuto difendere la decisione del TAR, e quindi la delibera di Agcom, non si sono presentati all’udienza. Un fatto che, da quanto ci risulta, non è quasi mai capitato: il giudice si è trovato davanti un ente privato, TIM, che con i suoi avvocati ha presentato un ricorso contro la decisione dello Stato e lo Stato non era presente per difendere la cosa.

In difesa della decisione di “Agcom” sono intervenuti, per fortuna, gli avvocati delle associazioni coinvolte, tra le quali Assoprovider, che tuttavia rappresentano altri enti privati. L’assenza dello Stato a difendere il ricorso contro una delibera “statale” non offre certo una bella immagine di fronte a un giudice che deve decidere se è giusto far entrare in vigore, la prossima settimana, la delibera oppure se effettivamente va sospesa.

Un pasticcio che non si capisce da cosa sia stato originato, se da un problema tecnico o da altro: “Solitamente arriva un fax o una convocazione all’Avvocatura e questa interviene”- ci spiega un avvocato non coinvolto al quale abbiamo chiesto un parere – “l’Avvocatura si presenta sistematicamente ad ogni udienza, è una formalità. Sembra quasi non sia arrivata la convocazione”

Ora c’è preoccupazione: la decisione del Consiglio di Stato è attesa tra qualche giorno, entro Natale o subito dopo, e si potrebbe arrivare alla sospensiva. Qualcuno non ha digerito la libertà di modem, questo è certo.

Fonte Dday.it

 

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Autore dell'articolo: Francesco Previti

29 anni, giornalista, laureato in Comunicazione, con la passione per la tecnologia. Amo il cibo, la natura e la fotografia. 📷Seguimi sul mio profilo Instagram > 📹 Mi trovi anche su Youtube >