“I nostri dati sono a rischio”, il governo pronto a bloccare Huawei e Zte per il 5G

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L’Italia metterà al bando Huawei e Zte. Secondo fonti qualificate del governo, riportate oggi dagli organi di stampa, Difesa e Farnesina bloccano l’affidamento della futura rete 5G ai due colossi cinesi, che sono già impegnati in Italia con lo sviluppo della rete.

Il Governo sarebbe pronto ad utilizzare il “golden power”, lo strumento con cui è possibile recedere da contratti già firmati senza pagare penali, perché riguardanti strutture considerate strategiche per il Paese.

In ballo c’è infatti la nuova rete 5G sulla quale, nei prossimi anni, passeranno tutte le comunicazioni e i dati degli italiani: non fornirà solo una più veloce connessione Internet, ma sarà in grado di interconnettere automobili senza guidatore, università, ospedali, televisioni.

Le preoccupazioni sono partite dagli Stati Uniti e dal suo presidente Trump. La tecnologia 5G – sostengono- potrebbe essere utilizzata da Pechino per ampliare le proprie possibilità di spionaggio e di interferenza nei sistemi di telecomunicazione stranieri, manipolando e sottraendo informazioni e dati sensibili. Un sospetto avvalorato dalle leggi vigenti in Cina, che obbligano le aziende a collaborare con l’intelligence nazionale.

In questi giorni – secondo quanto riporta il quotidiano La Stampa – il Dipartimento di Stato americano sta portando avanti degli incontri con i paesi europei per sensibilizzare i governi “amici” sui rischi legati alla cybersicurezza. E proprio ieri un funzionario del Dipartimento di Stato era a Bruxelles per un incontro con la Commissione europea e con il governo belga. Nelle prossime settimane ulteriori appuntamenti sono già in programma con i partner europei: «Stiamo dicendo che bisogna essere molto, molto cauti, e stiamo sollecitando la gente a non correre in avanti e firmare contratti con fornitori non fidati di paesi come la Cina», ha affermato il funzionario presente a Bruxelles. Washington sta usando «più strade», tra cui colloqui in ambito Nato e nelle conferenze internazionali di Barcellona e Monaco di Baviera. Su questo tema «l’Europa è sicuramente la nostra priorità», ha dichiarato.

Forti pressioni sarebbero arrivate anche al Governo Italiano che sarebbe dunque pronto a bloccare Zte e Huawei.

LA SMENTITA DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO. Con riferimento agli articoli di stampa su una presunta messa al bando delle aziende Huawei e ZTE dall’Italia in vista dell’adozione della tecnologia 5G, il Ministero dello Sviluppo Economico smentisce l’intenzione di adottare qualsiasi iniziativa in tal senso.

La sicurezza nazionale è una priorità e nel caso in cui si dovessero riscontrare criticità – al momento non emerse – il MiSE valuterà l’opportunità di adottare le iniziative di competenza.

La messa al bando rischia di avere forti ripercussioni sui piani di investimento dei due colossi cinesi. Nel nostro Paese, Huawei detiene un terzo del mercato degli smartphone ed è coinvolta nello sviluppo della rete di ultima generazione in due delle cinque aree pilota individuate dal ministero dello Sviluppo economico: Milano e Bari-Matera. In quest’ultima è capofila con un investimento complessivo di 60 milioni di euro in 4 anni e una previsione di copertura 5G completa entro il 2019.

In un’altra area test, quella di L’Aquila-Prato, opera invece Zte, che in Abruzzo ha aperto il suo «centro di innovazione e di ricerca sulle reti di quinta generazione», il primo in Italia. Un possibile sacrificio di cui il governo si dice cosciente: «Lo abbiamo messo in conto – spiegano dalla Difesa – ma la sicurezza nazionale è prioritaria».

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Autore dell'articolo: Francesco Previti

29 anni, giornalista, laureato in Comunicazione, con la passione per la tecnologia. Amo il cibo, la natura e la fotografia. 📷Seguimi sul mio profilo Instagram > 📹 Mi trovi anche su Youtube >