Il Governo italiano accelera per la creazione di una rete unica per la banda ultralarga che vedrebbe la fusione tra Tim e Open Fiber.

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Il collante tra le due società verrebbe ricoperto da Cassa Depositi e Prestiti, presente in Telecom con il 5% delle quote e alla pari con ENEL all’interno della società dell’AD Elisabetta Ripa.

L’obiettivo del Ministro dello sviluppo economico – si legge su Hdblog.it – è quello di “creare un unico player italiano che permetta la diffusione per tutti i cittadini di internet e banda larga”. E, a quanto pare, i tempi saranno stretti: si parla di una chiusura già entro la fine dell’anno.

I rapporti tra TIM e Open Fiber non sono di certo un fatto recente: già da diverso tempo le due società stanno discutendo per unire le forze nella diffusione della rete ultra-veloce in modalità Fiber-To-The-Home. Ed è tra l’altro questione di pochi giorni fa l’accordo in fase di perfezionamento tra le due realtà per la condivisione delle rispettive strutture di rete nelle aree a fallimento di mercato. Diversi analisti hanno ritenuto questa collaborazione il primo passo verso una rete in fibra ottica unificata.

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Il processo non può essere comunque considerato semplice e lineare (e non può essere nemmeno imposto dall’alto), visto che gli attori coinvolti nell’operazione economico-finanziaria sono soggetti privati e quotati in Borsa. Certo è che il ritorno – di fatto – ad un regime di monopolio attira sia TIM che Open Fiber. Serve però prima un quadro legislativo che consenta di effettuare tale operazione, rivedendo gli aspetti regolamentari magari tramite un emendamento a decreti attualmente in fase di discussione (per ridurne i tempi di attuazione).

FONTE 

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