“Sulla tecnologia 5G siamo tra i paesi più avanzati, no all’aumento delle emissioni”

Audizione alla Camera della Sottosegretaria Mirella Liuzzi: il punto della situazione sul 5G.
Mirella Liuzzi, sottosegretaria allo Sviluppo economico, fonte governo.it

Si è parlato delle nuova tecnologia 5G, con particolare riguardo alla transizione verso la nuova rete mobile ed alla gestione dei big data. Alla Camera dei deputati si è svolta ieri l’audizione della Sottosegretaria del governo allo sviluppo economico Mirella Liuzzi che ha fatto il punto della situazione sull’avvento del 5G e il passaggio al nuovo digitale terrestre.

“Il MiSE sta portando avanti un lungo e complesso lavoro che fa sì che oggi l’Italia sia uno dei Paesi più avanzati a livello europeo per lo sviluppo della tecnologia 5G”, ha dichiarato la Liuzzi.

Nuove frequenze per il servizio mobile?

“E’ in corso di svolgimento in Egitto la Conferenza radio mondiale dell’Onu del settore delle telecomunicazioni, che si riunisce ogni 4 anni.”
Si sta valutando “la possibilità di individuare delle nuove bande di frequenze da destinare al servizio mobile e la revisione dell’uso dello spettro nella banda utilizzata nella parte bassa del servizio televisivo e in quella alta del servizio mobile.
La legge di bilancio 2018 – ha proseguito la Sottosegretaria – ha portato da un lato ad assegnare le frequenze della banda 700 ai sistemi terrestri in grado di fornire comunicazione elettronica a banda larga senza fili 4G, dall’altro a dare un nuovo assetto al servizio televisivo digitale terrestre e a incentivare lo sviluppo della radio digitale.
Il rilascio definitivo da parte degli operatori televisivi delle frequenze in banda 700, a favore del 5G, richiede un rilevante impegno da parte del ministero, con diverse procedure e azioni volte a realizzare nei tempi previsti, cioè entro giugno 2022, il rilascio della banda 700 da parte dell’operatore televisivo a favore della tecnologia 5G.

Progetti tecnologici con il 5G

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“Sono stati finanziati progetti di sperimentazione e ricerca applicata e trasferimento tecnologico, anche in collaborazione con gli enti territoriali relative alle tecnologie emergenti tra cui blockchain, intelligenza artificiale, internet delle cose.
Il programma di supporto alle tecnologie emergenti nell’ambito del 5G si sviluppa su due assi di intervento: il primo relative alle tecnologie emergenti con dotazione di 40.000.000 di euro; il secondo per progetti di ricerca di sviluppo per favorire la trasformazione tecnologica di Pmi e startup innovative con una dotazione di 5.000.000 di euro”, ha precisato la sottosegretaria.

Tecnologia 5G ed elettromagnetismo: pericoli per la salute?

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Antenne 5G, fonte

“L’architettura della rete 5G è basata su antenne adattative; questo nuovo approccio è caratterizzato non più da una emissione costante di potenza in tutte le direzioni, ma da una emissione “adattativa” in base al numero di utenze da servire, dalla loro posizione e dal tipo di servizio.
La protezione della popolazione dall’esposizione ai campi elettromagnetici è affidata alla Raccomandazione del Consiglio europeo del 12 luglio 1999. In questa Raccomandazione, il Consiglio europeo ha adottato il parere dell’organismo internazionale di esperti ICNIRP (International Commission on Non-Ionizing Radiation Protection).
Le linee guida dell’ICNIRP sono state sottoposte a revisione nel corso del 2018 e la pubblicazione aggiornata è attesa per fine 2019 o più probabilmente entro i primi mesi del 2020.
Sul punto, come noto, l’Italia e alcuni Stati Membri, hanno deciso di adottare linee più restrittive in tema di inquinamento elettromagnetico rispetto ai valori applicati nella maggior parte degli Stati Europei, atteso che il tetto massimo attuale oggi in Italia è 6 V/m.
Inoltre, il nostro Paese è stato fra i primi Paesi al mondo a dotarsi di una normativa in materia di radioprotezione.
Il 30 ottobre si è tenuta una riunione presso il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare a cui hanno partecipato, oltre il suddetto Ministero, il MiSE e la Fondazione Ugo Bordoni, anche il Ministero della Salute, ISPRA e l’Istituto Superiore di Sanità, per approfondire e rivedere la definizione dei valori limite. Il risultato principale dell’incontro è stata la condivisione da parte delle Amministrazioni presenti che attualmente non risulta necessario modificare gli attuali limiti di emissione (6 V/m)”, ha concluso Liuzzi.

Fonte Key4biz

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