Ormai siamo tutti connessi e ovunque in Italia conosciamo le potenzialità della rete 4G. E allora alcune domande nascono spontanee: cosa è il 5G? a cosa serve il 5G? E’ dannoso per la salute? Cerchiamo di rispondere alle domande più diffuse.
Cosa è il 5G

Con il termine 5G (acronimo di 5th Fifth Generation) si indicano le tecnologie e gli standard di quinta generazione successivi a quelli di quarta generazione (4G), che permettono quindi prestazioni e velocità superiori a quelli dell’attuale tecnologia utilizzata nella telefonia mobile.

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Con 1G si indica la prima rete di telefonia mobile ormai spenta (ETACS) che consentiva solamente di telefonare, con 2G si indica il GSM che consente di telefonare ed inviare SMS. Il 3G si indica la rete UMTS che oltre a chiamare e mandare sms, consente di navigare su internet. Con il 4G si indica la rete LTE che consente di scambiare una grande quantità di dati su internet ad una maggiore velocità.

5g
A cosa serve il 5G?

Il 5G oltre ad offrire velocità di navigazione sempre più in linea con le richieste del mercato, consentirà, a regime, di connettere tra di loro numerosi oggetti per l’automazione a distanza. Questo può portare all’utilizzo di diverse applicazione in diversi ambiti, dalla sanità, all’industria, all’agricoltura.

Le principali caratteristiche del 5G sono:

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  • possibilità di connettere alla rete qualsiasi oggetto in ambito domestico o lavorativo: questo consentirà di rendere realizzabili molti progetti che oggi sono sulla carta. Si chiama “internet delle cose” e per esempio, il frigorifero ci invierà una notifica mentre siamo al supermercato, ricordandoci di comprare il latte. Nell’agricoltura un sensore valuterà l’idratazione del terreno per consentire di irrigare le piante al momento giusto. Con il 5G è possibile partecipare ad operazioni chirurgiche a distanza.
  • altissima velocità di connessione alla rete: potenzialmente si potrà ottenere una velocità fino a 10 volte maggiore rispetto al 4G
  • latenza bassissima, quasi azzerata: la latenza è l’indice che di reattività della rete. Quando clicchiamo su un link, è il tempo per esempio che impiega la connessione ad attivarsi e ad aprire la pagina richiesta. Con una latenza bassa è possibile comandare a distanza gli oggetti. Ci sono per esempio progetti di automobili che si guidano da remoto per entrare per esempio nei cantieri edili o in zone interessate da eventi calamitosi. Una bassa latenza, consente in sostanza di inviare un input in tempo reale, per esempio ordinare al veicolo di frenare: se la latenza è bassa, così come sarà con il 5G, l’auto di fermerà entro 5 cm se la latenza è altra, così come offerta dalle precedenti tecnologia, l’auto potrebbe fermarsi entro due metri. La nuova rete consentirà anche di migliorare la viabilità urbana.
Quando sarà disponibile il 5G?
Speed test della velocità di connessione del 5G Tim

La rete 5G è in fase di accensione in diverse parti d’Italia. Tim e Vodafone sono stati i primi operatori a lanciare a livello commerciale la nuova rete durante l’estate 2019. Wind Tre lo farà nei prossimi mesi e sta conducendo delle sperimentazioni prima del lancio ufficiale. Prossimamente lo farà anche Iliad che sta lavorando in tal senso. Per conoscere quali città sono attualmente coperte dal 5G potete visitare questa pagina.

Smartphone compatibili con il 5G
samsung galaxy s11 5g
Samsung Galaxy S10 5G

Per utilizzare la rete 5G sarà necessario uno smartphone compatibile. Attualmente sono disponibili alcuni modelli presentati da Samsung, Xiaomi e Huawei per citarne alcuni (qui trovate tutti i modelli). Presto anche Apple lancerà i suoi iPhone 5G.

5G, è dannoso per la salute?

Quando si parla del lancio di una nuova rete, spesso sono diffuse le preoccupazioni sui possibili effetti sulla salute. In tal senso, ricordiamo che l’Italia è tra i paesi con la normativa più stringente in merito alle emissioni elettromagnetiche. L’architettura della rete 5G è basata su antenne adattative; questo nuovo approccio è caratterizzato non più da una emissione costante di potenza in tutte le direzioni, ma da una emissione “adattativa” in base al numero di utenze da servire, dalla loro posizione e dal tipo di servizio.

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