La diffusione del coronavirus è legata a quella della rete 5G?

E’ una delle più clamorose bufale circolate negli ultimi mesi: quella che lega il covid-19 alla nuova rete 5G. Ecco perchè è una fake news.
5g coronavirus

La più clamorosa delle bufale sul 5G è quella che legala diffusione del coronavirus all’attivazione della nuova tecnologia. Una fake news rilanciata in Italia nel mese di marzo, da uno dei consiglieri economici del premier Giuseppe Conte che evidenziava in un tweet come le aree maggiormente colpite dal virus fossero anche quelle con la distribuzione maggiore delle antenne 5G. Niente di più falso ovviamente considerato che il corona virus è arrivato rapidamente ovunque, anche in quelle zone dove non c’è traccia di antenne 5G.

Altra bufala che collega il 5G al coronavirus è quella che le nuovi reti possano indebolire il sistema immunitario, rendendo quindi più a rischio le persone esposte alle onde radio dei ripetitori.

Tra le persone che sostengono una relazione causale tra tecnologia 5G e Covid-19 c’è anche un professore in pensione dell’università di Washington negli Stati Uniti, Martin Pall che propone inoltre presunti farmaci particolari. Salvo poi rivelarsi un commerciante: è lui che vende i propri prodotti come ha poi scoperto il quotidiano inglese The Guardian.

La smentita del legame tra 5G e coronavirus è arrivata perfino dal Ministero della Salute, che considerata la preoccupazione dei cittadini ha dovuto pubblicare un chiarimento nella sezione dedicata alla Covid-19 e alla falsa informazione. “Non ci sono evidenze scientifiche che indichino una correlazione tra epidemia da nuovo coronavirus e rete 5G. Ad oggi, e dopo molte ricerche effettuate, nessun effetto negativo sulla salute è stato collegato in modo causale all’esposizione alle tecnologie wireless” .

Una risposta molto chiara in tal senso arriva anche dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici che sul portale “dottore, ma è vero che…” ha pubblicato un articolo specifico.

Secondo diversi studi, i livelli di energia delle onde radio 5G sono molto bassi e non abbastanza forti da influenzare il sistema immunitario. Leggiamo cosa sostiene Simon Clarke, professore associato di microbiologia cellulare presso l’University of Reading: “Le onde radio coinvolte nel 5G si trovano all’estremità a bassa frequenza dello spettro elettromagnetico. Meno potenti della luce solare, non sono abbastanza potenti da danneggiare le cellule, a differenza delle radiazioni all’estremità di frequenza più alta dello spettro che include i raggi X e i raggi UV” [6]. Inoltre, “sarebbe anche impossibile per il 5G trasmettere il virus – aggiunge Adam Finn, dell’Università di Bristol – poiché l’attuale epidemia è causata da un virus che si trasmette tra esseri umani. (…) Virus e onde elettromagnetiche, che rendono possibile la comunicazione tra telefoni cellulari e Internet, funzionano diversamente. Gesso e formaggio sono diversi”.

Ormai da diversi anni l’uso di dispositivi tecnologici ha visto un incredibile aumento, ma i numerosi studi epidemiologici che sono stati condotti non hanno confermato un aumento di patologie correlate. Studi sull’interazione tra campi elettromagnetici e sistemi biologici sono in atto da diverse decine di anni ma gli eventuali effetti nocivi non sono stati ad oggi dimostrati (sulla base di 30.986 pubblicazioni scientifiche e 6.713 sintesi di singoli studi scientifici) [8].

Nonostante le risposte degli esperti, numerosi sindaci stanno tentando di bloccare l’installazione di antenne 5G sopratutto nei piccoli comuni, quelli dove paradossalmente servirebbe più banda larga.

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