Centinaia di ordinanze in tutta Italia per bloccare il 5G. Molte firmate in piccoli comuni, ovvero quelli che necessitano di più della banda ultra larga.
5g sperimentazione

Sono diverse centinaia i comuni che stanno tentando di ostacolare quella che definiscono “sperimentazione 5G”. Una situazione che sta creando problemi alle compagnie telefoniche che proprio in questi mesi drammatici per l’Italia, hanno dovuto far fronte ad una richiesta massiccia di connettività. Proprio durante la quarantena trascorsa in casa, gli italiani hanno sfruttato al massimo le potenzialità della rete per lo smart working oppure per l’intrattenimento. Una rete che ha rischiato il collasso per l’enorme quantità richiesta. Eppure, nonostante gli enormi vantaggi della connettività ci sono comuni che vogliono bloccare il potenziamento delle infrastrutture.

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Sono diverse centinaia i sindaci che hanno firmato un’ordinanza dove mettono nero su bianco la volontà di non voler effettuare sul proprio territorio quella tutti che definiscono “sperimentazione” del 5G. In realtà non si tratta affatto di sperimentazione, considerato che i test sono stati già effettuati in alcune città d’Italia.

Si è venuto a creare inoltre un contrasto tra le richieste dei sindaci e quella del governo, che durante l’emergenza covid-19 con il decreto “Cura Italia” per fronteggiare la richiesta di connettività dei cittadini, ha invitato gli operatori a potenziare le reti. Una decisione che si va a scontrare con le richieste immotivate dei comuni, che sulla base di pareri ufficialmente smentiti dalle autorità scientifiche, vorrebbero bloccare l’attivazione del 5G. Si temono infatti rischi per la salute, ma forse gli stessi sindaci non sanno che il 5G userà le stesse frequenze del digitale terrestre o degli internet Wisp. Quindi onde elettromagnetiche già in uso da anni e che fanno paura solo adesso perché verranno utilizzate per il 5G.

Ordinanze che arrivano poi in un un particolare momento, ovvero con la contemporanea diffusione di fake news sul 5G: la più clamorosa è quella che collega la diffusione del coronavirus alla nuova tecnologia.

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Uno dei fattori da rilevare, in questa particolare battaglia anti 5G, è che i comuni contrari alla nuova tecnologia, sono spesso piccoli paesi, ovvero quelli che avrebbero più necessità di connessioni a banda ultra larga per combattere l’isolamento.

Agli operatori telefonici non resta dunque che rivolgersi al Tar per far valere le proprie ragioni. In molti casi, i giudici hanno dato ragione alle società telefoniche poichè un Comune non può andare contro le leggi statali che regolano e recentemente promuovono, lo sviluppo delle reti di telecomunicazione.

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