5G e salute, l’associazione dei comuni ai sindaci: “nessun rischio”

L’Anci invita i sindaci a non alimentare la disinformazione sul 5G.
5g salute

Il 5G in queste settimane infiamma il dibattito sulla presunta pericolosità per la salute. Sono numerose i sindaci che hanno firmato ordinanze per impedire l’installazione di antenne 5G sul territorio. Decisioni che hanno spinto l’Anci, l’Associazione dei comuni italiani a prendere posizione sulla vicenda.

5g e salute, la nota dell’Anci

L’Anci ha pubblicato un documento destinato alle pubbliche amministrazioni locali per fare chiarezza su alcune questioni, dalla salute alle competenze dei comuni sugli impianti di telecomunicazione, per aiutare sindaci a capire meglio quali sono i benefici della quinta generazione mobile. Un documento che arriva fra l’altro dopo il proliferare incontrollato di fake news sulla rete 5G, come quella del legame tra la nuova rete e il coronavirus.

L’associazione dei comuni italiani, oltre a fornire una serie di informazioni sui benefici del 5G, sottolinea come le reti di telecomunicazione siano “opere di pubblica utilità” e lo Stato ne garantisce la distribuzione in tutto il territorio nazionale in quanto “assimilate ad ogni effetto alle opere di urbanizzazione primaria”.

In merito ai presunti rischi sulla salute, nel documento si legge:

La IARC – International Agency for Research on Cancer, in un suo studio del 2011 e relativo quindi a tecnologie di comunicazione mobile anteriori al 5G, classifica i campi elettromagnetici a radiofrequenza in categoria 2B, come possibili cancerogeni per l’uomo, in quanto non c’è un’evidenza conclusiva rispetto al fatto che l’esposizione agli stessi possa causare il cancro negli esseri umani e negli animali. E’ importante sottolineare che tale classificazione si riferisce alle esposizioni dovute all’utilizzo dei telefoni cellulari, non alle esposizioni ambientali o lavorative.

In sostanza, l’Anci informa i sindaci che sono innumerevoli i benefici del 5G e che non c’è nessuna sperimentazione in atto. Chissà se gli amministratori contrari, adesso faranno marcia indietro.

Leggi tutta la nota dell’Anci

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