Meno limiti alle emissioni e stop all’opponibilità dei sindaci: ecco le richieste sul 5G.
piano colao 5g

C’è anche un capitolo dedicato al 5G nel cosiddetto Piano Colao. Si tratta del documento elaborato dal team di Vittorio Colao, ex amministratore delegato di Vodafone, chiamato dal Governo Conte per definire i dettagli del piano di rilancio del paese, dopo l’emergenza coronavirus.

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Il super consulente propone diverse misure da adottare per la crescita e la riduzione del divario digitale: sviluppo più veloce e meno intoppi sul 5G e una maggiore estensione della fibra ottica nelle aree rurali.

Nel piano Colao meno limiti sul 5G

In tal senso, il comitato di esperti si spinge ad allineare i limiti dell’elettrosmog in Italia a quelli di altri paesi europei. Il nostro Paese attualmente ha un valore conservativo di 6 volt/metro (V/m), contro i 31 V/m del Belgio, i 47 V/m della Grecia e i 61 V/m delle linee guida della Commissione internazionale per la protezione delle radiazioni non ionizzanti (Icnirp), adottati in Spagna, Francia, Germania e Regno Unito.

Insomma il team nello specifico suggerisce di adeguare i limiti italiani a quelli europei “oggi circa 3 volte più alti e radicalmente inferiori ai livelli di soglia di rischio”. E si punta a escludere inoltre l’opponibilità locale – molte le amministrazioni che stanno emettendo ordinanze per bloccare l’installazione delle nuove antenne –  se i protocolli nazionali sono rispettati.

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Ridurre i limiti all’elettrosmog significa, in sostanza, riuscire a coprire aree più ampie del territorio con un minor numero di antenne. Anche se entrano in gioco tantissimi fattori.

Il Piano punta inoltre al completamento della copertura nazionale della rete in fibra estendendo l’intervento pubblico alle cosiddette aree grigie, quelle dove si concentra la maggior parte dei distretti industriali e delle imprese italiane. Lo Stato, secondo quanto suggerito da Colao, dovrà sostenere parzialmente i costi con finanziamenti governativi e imporre al fornitore vincente delle gare condizioni cogenti di realizzazione nonché garanzia di accesso competitivo a pari condizioni tecnico/operative a tutti gli operatori nonché sanzioni per la mancata realizzazione delle aree oggetto dei bandi.

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