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Il Governo italiano avrebbe imposto a Fastweb di non rivolgersi a Huawei per il 5G. La notizia viene riportata da alcuni media svizzeri e dall’agenzia di stampa Reuters, citando fonti vicine all’esecutivo. La società telefonica si era rivolta proprio al colosso cinese per sviluppo della sua infrastruttura di rete.

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Lo stop imposto dal governo, se confermato, rientrerebbe nei poteri previsti dall’esecutivo garantiti dalla Golden Power, ovvero la possibilità di salvaguardare imprese e ambiti strategici nazionali. Per questioni legate alla sicurezza nazionale, da marzo 2019 la Golden Power è stata estesa anche al 5G. Sia Fastweb che Huawei al momento non commentano l’indiscrezione.

Una decisione analoga è avvenuta in altri paesi europei come Regno Unito e Svezia ma anche negli Stati Uniti, fra l’altro da sempre contrari all’ingresso dei cinesi nel settore delle telecomunicazioni.

Il segretario di Stato americano Mike Pompeo, in visita a settembre nel nostro Paese, ha descritto la tecnologia cinese come una minaccia alla sicurezza nazionale italiana.

Huawei ha sempre respinto le accuse e la sua filiale italiana si è detta pronta a sottoporsi a qualsiasi controllo per dimostrare la sicurezza delle sue tecnologie.

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Tuttavia, in una riunione del Consiglio dei Ministri che sarebbe avvenuta giovedì sera, il governo ha usato i suoi poteri speciali di controllo per impedire a Fastweb di stringere accordi con la società cinese.

“Il governo ha posto il veto all’operazione, chiedendo a Fastweb di diversificare i suoi fornitori”, ha detto a Reuters una fonte governativa di alto livello.

Non è la prima volta che emergono indiscrezioni di questo tipo su decisioni simili del governo italiano.

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